"FRANCESCA LUCCHINI"
di Franco Passoni

Rosario Assunto che è stato Ordinario di Estetica nella Università di Urbino e di Storia della Filosofia all'università "La Sapienza" di Roma, era nato a Caltanisetta nel 1915 ed è scomparso a Roma, dove viveva, nel 1994. Nel corso della sua vita aveva seguito con attenzione tutte le vicende dell'arte del passato e contemporanea. In occasione di un nostro incontro mi comunicava un suo profondo pensiero sulla poetica - affermava - è una teoria che nell'uomo non si esaurisce, in quanto è funzione della pratica artistica che è innata nei singoli. Essa corrisponde a una universalità che attende la propria realizzazione nel corso dell'esistenza e nella particolarità di quelle opere a cui si intende dare una vita. Pertanto e in conclusione è una unità astratta che tuttavia trova una sua concretezza nella molteplicità visuale e linguistica delle opere degli artisti, in quanto l'idea dell'arte s'incarna con quello che gli artisti producono secolarmente, sia nei momenti di splendore, sia nei momenti di decadenza.
Proprio nel senso che testè vi abbiamo riferito, a nostro avviso agisce l'immaginario di Francesca Lucchini che ogni volta cerca di risolvere nelle sue opere, sia con l'intuizione, sia con la padronanza delle tecniche, quella sana disposizione che gli permette di raffigurare la sua poetica, usando delle emozioni che in lei vengono evocate dalle suggestioni che gli derivano dalla natura, dal vero, liberandola poi con la sua fantasia da ogni e qualunque freno inibitorio, ogni possibile condizionamento, per potere dare una vita autonoma a quelle sue figurazioni originali ch'esaltano le sue doti di pittore con esiti sorprendenti. In queste direzioni la sua arte è un'arte d'innocenza, di bravura e di candore, per la quale per raggiungere una sua formazione, anche sul piano del linguaggio, percorre molte e diverse strade per giungere comunque al suo desiderio d'esprimere amore e con l'aiuto delle immagini. Tutto questo convive nelle sue opere e con una insistenza poetica che è per lo meno commovente, quanto più le sue emozioni crescono, si dilatano e invadono il luogo della rappresentazione, che sorprendentemente viene a capo d'ogni possibile difficoltà di comunicazione spontanea, usando purezza e coesione di significati.
Francesca Lucchini crede nella pittura con sentimento e con forza e crede nella eternità del gesto pittorico contro ogni possibile mutevolezza, nei riguardi dei suoi mezzi si comporta con fiducia e quindi, le sue soluzioni, diventano propizie e convincenti in ogni caso.
Esaminando e scegliendo con attenzione attraverso la sua produzione di dipinti, nel corso degli ultimi dieci anni, a nostro personale giudizio emergono con prepotenza i suoi "Paesaggi Lombardi" in quanto le sono più congeniali nel tema che si rincorre in modo quasi ossessivo e replicati con varianti di raccolta elegia.
D'altra parte anche Luciano Prada, in una precedente presentazione dedicata alla nostra artista, aveva definito quei dipinti simili nei soggetti di rappresentazione paesistica con il termine di "Paesaggi inattesi", giusto a voler sottolineare quel continuo misurarsi che in loro è connaturale con le accensioni dei colori d'impasto, trattati con la spatola, e con il desiderio di rilevare quella infinita variazione della luce diurna e della notte, ripresa in alternanza di temi diversi, che è presente nella vita d'ogni giorno. A questo punto è giusto rimarcare la " lombardità" di Francesca Lucchini, evidente nei suoi paesaggi in quanto costituiti e formati da virtuosismo cromatico che assorbono la luce e che, in alcuni particolari soggetti vengono contrastati da toni molto scuri, vellutati, oppure da improvvise e aspre rifrazioni che vengono accentuate da sporadiche infrattuosità incise dalla spontanea gestualità della pittrice che, per pervenire a questi risultati, usa l'irruenza del suo segno costruttivo conferendo aspetti che sembrano informali, in quanto vedono il dilatarsi del colore immesso con la spatola che crea la magia dell'intonazione modulata o del dispiegarsi sul supporto d'impasti misteriosi ricchi di materia grassa, oppure e ancora, evidenziano artatamente particolari collages-materici di stoffe applicate e dipinte a rilievo e che riportano nell'insieme gli effetti d'una rifrazione cellulare dei toni, sino a ragguagliarli alle sfumature più preziose della seta creando effetti di magia. Talvolta, poi e in altre opere assai particolari, la Lucchini usa una tecnica ancora più sofisticata, in quanto si appropria d'una tela dipinta in precedenza e che, a suo giudizio non gli pare ben riuscita e su questo ridipinge un nuovo quadro usando spatole e pennelli e sfruttando soprattutto la scabrosità della materia sottostante, grattando la superficie per far emergere colori e tonalità particolari, raggiungendo quindi un suo particolare "espressionismo-materico", inserito nella figurazione ch'emerge da un curioso cromatismo (come d'altronde usava fare anche il maestro Sironi, in molte delle sue tormentate composizioni) che può non essere necessariamente molto acceso, tuttavia delineato da certi grigi molto scuri e graduati, dai blu profondi, dai verdi di smeraldo, oppure da quei bruni che sono tipici delle cortecce di certi alberi di campagna, d'alcune sterpaglie sparse nei sottoboschi, che portano nei quadri della Lucchini quell'arcana sensazione dei profumi di terra e di boschi, evidenziati da quel legame compatto e antico dei luoghi della terra lombarda. In tutto il suo operare può anche rientrare una certa casualità che armonizza e trasforma secondo le sue esigenze mentali ed emozionali in quanto tutto questo la stimola e l'aiuta a realizzare le immagini che prepara dentro se stessa e che poi operando si accinge a realizzare. Ciò che ci preme osservare è che i suoi risultati figurativi non sono influenzati dal vero, nel loro compiersi, in quanto la disposizione mentale ed emotiva della Lucchini è sempre aperta alla poesia del suo racconto linguistico, alla trasfigurazione del soggetto ispirato dalla natura e quindi molto personalizzata: essa raggiunge proprio obbiettivi creativi ed estetici, facilmente soggetti a continue evoluzioni e rivoluzioni interiori che poi traspaiono nei suoi dipinti.
La Lucchini non vuole altro che vedere i suoi quadri presenti sulle nude pareti delle case per costituire un segno della sua presenza e di quegli avvenimenti che l'hanno sedotta e coinvolta ispirandogli i suoi temi e incitandola a quel grande mezzo di comunicazione intima che è appunto la pittura.

Franco Passoni

Febbraio 1996